RCR Cristalleria Italiana: il valore del Made in Italy nella tempesta globale
Tra inflazione e mutamenti strutturali dei mercati, l’impresa toscana oggi è chiamata a ridefinire modelli produttivi e strategie competitive, senza rinunciare alla propria identità. E come se non bastasse, il settore del vetro si trova ad affrontare anche un’altra forte criticità, sempre più impattante: l’elevato costo dell’energia. Diventa così indispensabile per chi opera in questo comparto intervenire con azioni tempestive e incisive, per rilanciare la competitività industriale europea, tutelare l’occupazione qualificata e tradurre il Clean Industrial Deal in risultati concreti per le imprese già entro il 2026. L’industria europea ad alta intensità energetica, di cui fanno parte i produttori manufatturieri del vetro, è di fatto uno tra i pilastri dell’economia e della società dell’UE, con un fatturato superiore a 1,5 trilioni di euro e 6,6 milioni di lavoratori diretti, anche se purtroppo, nell’ultimo anno, il comparto ha registrato la perdita di circa 200.000 posti di lavoro e una contrazione della produzione che ha sfiorato il 40%.
Ma se tutto il sistema manifatturiero italiano si trova a confrontarsi con una delle fasi più complesse della sua storia recente, ecco che il Made in Italy continua a ispirare le nostre aziende, come un patrimonio di valore unico, riconosciuto a livello mondiale per qualità, design e tradizione.
Il valore del “fatto in Italia” resta centrale anche nei numeri: il Paese si conferma infatti tra i principali esportatori mondiali, con performance superiori alla media europea. Un risultato che nasce dalla capacità e dalla visione degli imprenditori italiani, protagonisti di un sistema che continua a generare occupazione e ricchezza, nonostante le difficoltà (Assovetro).
A fronte di questo scenario, la forza della tradizione, la genialità del nostro design, la cultura dell’estetica a tavola saranno sufficienti per affrontare un futuro che si prospetta in recessione?
È qui che si inserisce la riflessione di Roberto Pierucci, CEO di RCR Cristalleria Italiana.
“Gli imprenditori italiani sono bravissimi. In un mondo dilaniato dalla perdita del senso di umanità e rappresentato da economie che si muovono tra crisi e stagflazione, il nostro export ci identifica come il quarto esportatore mondiale con una crescita costante superiore alla media europea. Questo è il valore inestimabile del ‘fatto in Italia’, difeso da imprenditori che tutelano posti di lavoro e ricchezza nazionale. Tuttavia, il principale ostacolo resta la situazione interna. Il Made in Italy, per imporsi all’estero, deve essere forte anche nel proprio Paese: non può esistere italianità senza Italia. Oggi registriamo stipendi tra i più bassi d’Europa, un’elevata tassazione e costi energetici tra i più alti. Il commercio interno è in sofferenza: nel 2025, per tre attività che chiudono, ne apre solo una. In questo contesto di progressiva desertificazione commerciale, gli imprenditori si trovano a sostenere da soli il peso dell’eccellenza italiana. Anche noi in RCR abbiamo reagito migliorando l’efficienza produttiva, introducendo soluzioni di welfare e adottando strategie per gestire un disequilibrio economico ormai strutturale. Ma questo non basta più.
La capacità imprenditoriale deve essere accompagnata da un sistema Paese che sostenga concretamente l’industria. Oggi, invece, si percepisce una crescente solitudine. Non servono iniziative simboliche, ma azioni strutturali. È fondamentale mantenere la proprietà delle aziende strategiche: attualmente il 33% del Made in Italy industriale è in mano a capitali stranieri, quota che sale al 60% nell’high tech. Solo nell’ultimo anno, 429 aziende sono passate a proprietà estera. Non è una questione ideologica, ma di realismo economico. Allo stesso tempo, è necessario rafforzare la tutela dei mercati esistenti e aprirne di nuovi, recuperando competitività interna attraverso investimenti, infrastrutture moderne e una semplificazione burocratica.
Infine, il tema dei talenti è cruciale: nell’ultimo decennio oltre un milione di italiani ha lasciato il Paese. È un impoverimento significativo per il nostro futuro. Nonostante tutto, continuiamo a credere nel Made in Italy e a difenderlo ogni giorno attraverso innovazione, identità e qualità. L’industria italiana del vetro è la prima in Europa e noi la proteggiamo con ciò che nessuno potrà mai replicare: la passione per ciò che facciamo”.
Qualità manifatturiera, design, sostenibilità e radicamento territoriale. È attraverso questi valori insomma che si gioca la competizione. In questa sfida in apparenza insormontabile, ecco che RCR Cristalleria Italiana conferma il proprio impegno nel promuovere un modello industriale che guarda al futuro contribuendo a rafforzare il ruolo dell’Italia come punto di riferimento internazionale per l’eccellenza produttiva.
L’azienda toscana, che dal 1967 opera nel distretto del vetro della Val d’Elsa, è simbolo di un sapere manifatturiero capace di coniugare artigianalità, innovazione e sostenibilità. Nel 2025 RCR ha raggiunto oltre 100 paesi nel mondo attraverso una distribuzione delle sue linee di prodotti che abbraccia le migliori catene retail e progetti Horeca per Hotel e ristoranti.
